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penne di
Mercurio et de gl'altri suoi portenti, potrà leggere (oltre che
molti ne scrivono nella lingua Latina) il
Boccaccio che nella nostra non
manca con diligenza.
CARRO DI
VENERE.
Venere si dipinge giovane, ignuda et bella, con una ghirlanda
di rose et di mortella et in una mano tiene una conca marina.
Fu
Venere rappresentata nuda per l'appetito de gli lascivi abbraccia-
menti, overo perché chi va dietro sempre alli lascivi piaceri rimane
spesso spogliato et privo d'ogni bene, percioché le ricchezze sono dalle
lascive donne divorate et si debilita il corpo et macchia l'anima di tal
bruttura che niente resta più di bello.
Il mirto et le rose sono consecrate a questa Dea, per la conformità che
hanno gl'odori con
Venere et per l'incitamento et vigore che porge il
mirto alla lussuria, che però
Futurio Poeta Comico, mentre finge
Digone
meretrice, così dice:
A me porti del mirto acciò ch'io possa,
Con più vigor, di Venere oprar l'armi.
La conca marina che tiene in mano mostra che
Venere sia nata del
mare, come diffusamente si racconta da molti.
Il suo carro, secondo
Apuleo, è tirato dalle colombe, le quali (come si
scrive) sono oltre modo lascive, né è tempo alcuno dell'anno, nel quale
non stieno insieme ne i lor gusti amorosi.
Et
Oratio,
Ovidio et
Statio dicono che
Venere è tirata da i cigni, per
dimostrare che i gusti de gl'amanti sono simili al canto del cigno, il qua-
le è tanto più dolce quanto quello animale è più vicino al morire, perchè
tanto più gode l'innamorato quanto più pena in amore.
Per fare alquanto differente questa figura il
Giraldi scrive che
Vene-
re si rappresenta, come ho detto, sopra d'un carro tirato da due cigni e
doi colombe, nuda, col capo cinto di mortella et con una fiamma al pet-
to, nella destra mano tiene una palla, overo un globo, in forma del mon-
do, et con la sinistra tre pomi d'oro et dietro gli sono le tre
Gratie con
le braccia avviticchiate.
Il globo mostra esser
Venere dominatrice et conservatrice dell'universo.
Li tre pomi sono in memoria del giuditio di
Paride a lode della sua
singular bellezza.
Le
Gratie sono le damigelle di
Venere che allettano et corrompono
facilmente gl'animi non bene stabiliti nella virtù.
CARRO DEL
SOLE.
Il
Sole si dovrà rappresentare con figura di giovanetto ardito, ignu-
do, ornato con chioma dorata, sparsa di raggi, con il braccio destro
disteso et con la mano aperta terrà tre figurine che rappresentano le
tre
Gratie, nella sinistra mano haverà l'arco et le saette et sotto li piedi
un serpente ucciso con li strali.
Si fa giovine con l'auttorità de i Poeti, fra i quali
Tibullo così dice: