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								BELLEZZA
splendore, con la quale terrà un giglio, sporgendo con l'altra mano una
palla et un compasso. Si dipinge la Bellezza con la testa ascosa fra le
nuvole, perché non è cosa della quale più difficilmente si possa parlare
con mortal lingua et che meno si possa conoscere con l'intelletto huma-
no, quanto la bellezza, la quale nelle cose create non è altro, metafo-
ricamente parlando, che un splendore che deriva dalla luce della faccia
di Dio, come difiniscono i Platonici, essendo la prima bellezza una co-
sa con esso, la quale poi, communicandosi in qualche modo d'idea per be-
nignità di lui alle sue creature, è cagione che esse intendano in qual-
che parte la bellezza, ma come quelli che guardano se stessi nello spec-
chio subito si scordano, come disse S. Giacomo nell'Epistola Canonica,