Scelta rapida:
Edizione: 1593 Roma (Pag. 22-23)

AVARITIA.

Donna vestita del color del Ferro, sarà scapigliata et scalza nella destra mano tenendo un Rospo et con la sinistra una borsa legata. L'Avaritia si può dire che sia uno sfrenato amore et appetito d'havere, simile ad una fiera insatiabile et divoratrice di tutte le cose che non cessa mai di coprire con grosso velo il viso alla ragione, et con disusata forza spezzare il freno della temperanza con appetito insatiabile et, non guardando che cosa sia fede, transmuta i cuori pietosi in crudeli, et si fa universal guastatrice delle virtù. Consiste l'Avaritia principalmente in tre cose: prima è desiderare più del convenevole la robba d'altri, perché la propria stia intiera, et però le si dipinge il Rospo nella destra mano, il quale si astiene di quello di che ha grandissima copia; Poi in acquistare più di quello che è necessario et però ha dipinto la veste del color di ferro o della ruggine, che lo consuma; Ultimamente è ritenere inordinatamente le cose sue, et ciò si rappresenta nella borsa serrata. L'Alciato assomiglia l'Avaro ad un Asino carico di pretiose vivande che per nodrir se stesso mangia le spine et dice così: [Alciato, Andrea, in volgare, , ] L'Huom ch'ammassa dinari et è sì vile Che si pasce di rape o cosa tale, Né mai, per cangiar pelo, cangia stile, Ch'avaritia maggior sempre l'assale, È veramente a l'Asino simile, Che, quanto il peso più ch'ei porta vale, Ei men l'assaggia et per vivanda cara Sol si pasce di spini et herba amara.