Scelta rapida:
Edizione: 1593 Roma (Pag. 16)

ARDIRE MAGNANIMO

et generoso. Un giovane di statura robusta e fiera in viso, haverà il destro braccio armato, col quale cacci per forza con gagliarda attitudine la lingua ad un gran Leone, che gli stia sotto le ginocchia. Il restante del corpo sarà disarmato et in molte parti ignudo. Il che allude al generoso ardire di Lisimaco, figliuolo d'Agatocle, nobile di Macedonia, et un de i successori d'Alessandro Magno, che per haver dato il veleno al suo Maestro Callistene filosofo, dimandatogli da lui per levarsi dalla miseria della prigionia, in cui l'haveva confinato Alessandro, fu dato a devorare ad un Leone, ma con l'ingegno superò la Fiera et, confidatosi nella sua forza, il destro braccio che egli secretamente s'era armato cacciò in bocca al Leone et dalla gola gli trasse per forza la lingua, restandone la fiera subitamente morta. Per lo quale fatto fu da indi in poi nel numero de' più cari del Re Alessandro et ciò gli fu scala per salire al governo de gli Stati et alla eternità della gloria. Volendo rappresentare questa figura a cavallo in qualche mascherata, o in altro, se gli farà una lingua in mano et il Leone morto sopra il cimiero.

Edizione: 1603 Roma (Pag. 24)

ARDIRE MAGNANIMO. et generoso.

Un giovine di statura robusta e fiera in viso, haverà il destro braccio armato, col quale cacci per forza con gagliarda attitudine la lingua ad un gran leone, che gli stia sotto le ginocchia. Il restante del corpo sarà disarmato et in molte parti ignudo. Il che allude al generoso ardire di Lisimaco, figliuolo d'Agatocle, nobile di Macedonia, et un de' successori d'Alessandro Magno, che per haver dato il veleno al suo Maestro Callistene filosofo, dimandatoli da lui per levarsi dalla miseria della prigionia, in cui l'haveva confinato Alessandro, fu dato a divorare ad un leone, ma con l'ingegno superò la fiera et, confidatosi nella sua forza, il destro braccio che egli secretamente s'era armato cacciò in bocca al leone, et dalla gola li trasse per forza la lingua, restandone la fiera subitamente morta. Per lo quale fatto fu da indi in poi nel numero de' più cari del Re Alessandro et ciò gli fu scala per salire al governo delli stati et all'eternità della gloria. Volendo rappresentare questa figura a cavallo in qualche mascherata, o in altro, se gli farà una lingua in mano et il leone morto sopra il cimiero.

Edizione: 1611 Padova (Pag. 26-27)

ARDIRE MAGNANIMO ET GENEROSO.

Un giovine di statura robusta e fiera in viso, haverà il destro braccio armato, col quale cacci per forza con gagliarda attitudine la lingua ad un gran leone, che gli stia sotto le ginocchia. Il restante del corpo sarà disarmato et in molte parti ignudo. Il che allude al generoso ardire di Lisimaco, figliuolo d'Agatocle, nobile di Macedonia, et un de' successori d'Alessandro Magno, che per haver dato il veleno al suo Maestro Callistene filosofo, dimandatoli da lui per levarsi dalla miseria della prigionia, in cui l'haveva confinato Alessandro, fu dato a divorare ad un leone, ma con l'ingegno superò la fiera et, confidatosi nella sua forza, il destro braccio ch'egli secretamente s'era armato cacciò in bocca al leone, et dalla gola li trasse per forza la lingua, restandone la fiera subitamente morta. Per lo quale fatto fu da indi in poi nel numero de' più cari del Re Alessandro et ciò gli fu scala per salire al governo delli stati et all'eternità della gloria. Volendo rappresentare questa figura a cavallo in qualche mascherata, o in altro, se gli farà una lingua in mano et il leone morto sopra il cimiero.

Edizione: 1613 Siena (Pag. 49)

ARDIRE MAGNANIMO, et generoso.


UN giovine di statura robusta, e fiera in viso, haverà il destro braccio armato col quale cacci per forza con gagliarda attitudine la lingua ad un gran Leone, che gli stia sotto le ginocchia. Il restante del corpo sarà disarmato, et in molte parti ignudo. Il che allude al generoso ardire di Lisimaco figliuolo d'Agatocle nobile di Macedonia, et un de successori d'Alessandro Magno, che per haver dato il veleno al suo Maestro Callistene filosofo, dimandatoli da lui per levarsi dalla miseria della prigionia, in cui l'haveva confinato Alessandro; fu dato a divorare ad un leone, ma con l'ingegno superò la fiera, et confidatosi nella sua forza, il destro braccio, ch'egli secretamente s'era armato cacciò in bocca al leone, et dalla gola li trasse per forza la lingua, restandone la fiera subitamente morta. Per lo quale fatto fu da indi in poi nel numero de più cari del Re Alessandro, et ciò gli fu scala per salire al governo delli stati, et all'eternità della gloria. Volendo rappresentare questa figura a cavallo in qualche mascherata, o in altro, se gli farà una lingua in mano, et il leone morto sopra il cimiero.

Edizione: 1618 Padova (Pag. 34a-34b)

ARDIRE MAGNANIMO, et generoso.


UN Giovane di statura robusta, e fiera in viso, haverà il destro braccio armato col quale cacci per forza con gagliarda attitu dine la lingua ad un gran Leone, che gli stia sot to le ginocchia. Il restante del corpo sarà di sarmato, et in molte parti ignudo. Il che allu de al generoso ardire di Lisimaco figliuolo d'Agatocle nobile di Macedonia, et un de suc cessori d'Alessandro Magno, che per haver da to il veleno al suo Maestro Callistene filosofo, dimandatoli da lui per levarsi dalla miseria del la prigionia, in cui l'haveva confinato Alessan dro; fu dato a divorare ad un leone, ma con l'ingegno superò la fiera, et confidatosi nella sua forza, il destro braccio, ch'egli secretamen te s'era armato cacciò in bocca al leone, et dal la gola li trasse per forza la lingua, restandone la fiera subitamente morta. Per lo quale fat to fu da indi in poi nel numero de più cari del Re Alessandro, et ciò gli fu scala per salire al governo delli stati, et all'eternità della gloria. Volendo rappresentare questa figura a caval lo in qualche mascherata, o in altro, se gli farà la lingua in mano, et il leone morto sopra il cimiero.

Edizione: 1625 Padova (Pag. 45a-45b)

ARDIRE MAGNANIMO, et generoso.


UN Giovane di statura robusta, e fiera in viso, haverà il destro braccio armato col quale cacci per forza con gagliarda attitu dine la lingua ad un gran Leone, che gli stia sot to le ginocchia. Il restante del corpo sarà di sarmato, et in molte parti ignudo. Il che allu de al generoso ardire di Lisimaco figliuolo d'Agatocle nobile di Macedonia, et un de suc cessori d'Alessandro Magno, che per haver da to il veleno al suo Maestro Callistene filosofo, dimandatoli da lui per levarsi dalla miseria del la prigionia, in cui l'haveva confinato Alessan dro; fu dato a divorare ad un leone, ma con l'ingegno superò la fiera, et confidatosi nella sua forza, il destro braccio, ch'egli secretamen te s'era armato cacciò in bocca al leone, et dal la gola li trasse per forza la lingua, restandone la fiera subitamente morta. Per lo quale fat to fu da indi in poi nel numero de più cari del Re Alessandro, et ciò gli fu scala per salire al governo delli stati, et all'eternità della gloria. Volendo rappresentare questa figura a caval lo in qualche mascherata, o in altro, se gli farà la lingua in mano, et il leone morto sopra il cimiero.