EURIDICE, che caminando, un serpe gli morsichi un piede, signi
fica (come narra Pierio Valeriano nel lib.
59.) l'humano appetito, il quale gl'affetti dell'animo feriscono, et impiagavo, imperoché i piedi, et massime il calcagno sono gieroglifico delle nostre terrene cupidità, et però
il nostro Salvatore volse lavare i piedi de suoi discepoli, accioché da gli affetti terreni li mondasse, et purificasse, et a Pietro che non voleva che lo la
vasse, disse, se io non ti lavarò non havrai parte meco, et nella Sacra Genesi si legge che Dio disse al serpente tu tenderai insidie al suo calcagno.
Li Greci ancora quando finsero, che Achille da fanciullo attuffato nell'acque della palude Stige, non poteva in parte alcuna essere ferito, fuorche
ne i piedi, i quali non erano stati lavati, lo finsero per manifestare che
egli sarebbe stato perfettamente forte, et valoroso, se da' proprii affetti non
fusse superato, et vinto, né da questo sentimento è lontano quello che dicono di Giasone, quando andava a torre il velo d'oro perdè una calza
in un fiume, il quale solo tra tutti i fiumi del mondo da niuno vento è offeso, che vuol dire, che mentre che seguitava la virtù, et l'immortalità
fu di qualche parte de' suoi affetti privo, et Virgilio scrive, che Didone,
quando era per morire, si scalzò d'una calza, con queste parole.
[Virgilio, Aeneis, IV, 517-520]
Ipsa mola, manibusque piis, altaria iuxta
Unum exuta pedem vinclis, in veste recincta
Testatur moritura deos, et conscia fati.
Sidera
Et questo significa, che ella era spogliata, e libera del timore della morte,
che è uno affetto significato per il piede scalzo.
Edizione: 1618 Padova (Pag. 33a-33b)
APPETITO.
EURIDICE, che caminando, un serpe gli
morsichi un piede, significa (come nar
ra Pierio Valeriano nel lib.
59.) l'humano ap
petito, il quale gl'affetti dell'animo feriscono
et impiagano, imperoché i piedi, et massime
il calcagno sono gieroglifico delle nostre ter
rene cupidità, et però il nostro Salvatore vol
se lavare i piedi de suoi discepoli, accioché da
gli affetti terreni li mondasse, et purificasse,
et a Pietro che non voleva che lo lavasse, dis
se, se io non ti lavarò non havrai parte me
co, et nella Sacra Genesi si legge che Dio
disse al serpente tu tenderai insidie al suo cal
cagno. Li Greci ancora quando finsero, che
Achille da fanciullo attuffato nell'acque della
palude Stige, non poteva in parte alcuna es
sere ferito, fuor che ne i piedi, i quali non era
no stati lavati, lo finsero per manifestare che
egli sarebbe stato perfettamente forte, et valo
roso, se da' proprii affetti non fusse superato,
et vinto, né da questo sentimento è lontano
quello che dicono di Giasone, quando anda
va a torre il velo d'oro perdè una calza in un
fiume, il quale solo tra tutti i fiumi del mon
do da niuno vento è offeso, che vuol dire, che
mentre che seguitava la virtù, et l'immorta
lità fu di qualche parte de' suoi affetti privo,
et Virg.
scrive, che Didone, quando era per
morire, si scalzò d'una calza, con queste parole.
[Virgilio, Aeneis, IV, 517-520]
Ipsa mola, manibusque piis, altaria iuxta
Unum exuta pedem vinclis, in veste recincta
Testatur moritura deos, et conscia fati.
Sidera
Et questo significa, che ella era spogliata,
e libera del timore della morte, che è uno af
fetto significato per il piede scalzo.
Edizione: 1625 Padova (Pag. 41b-42)
APPETITO.
EURIDICE, che caminando, un serpe gli
morsichi un piede, significa (come nar
ra Pierio Valeriano nel lib.
59.) l'humano ap
petito, il quale gl'affetti dell'animo feriscono
et impiagano, imperoché i piedi, et massime
il calcagno sono gieroglifico delle nostre ter
rene cupidità, et però il nostro Salvatore vol
se lavare i piedi de suoi discepoli, accioché da
gli affetti terreni li mondasse, et purificasse,
et a Pietro che non voleva che lo lavasse, dis
se, se io non ti lavarò non havrai parte me
co, et nella Sacra Genesi si legge che Dio
disse al serpente tu tenderai insidie al suo cal
cagno. Li Greci ancora quando finsero, che
Achille da fanciullo attuffato nell'acque della
palude Stige, non poteva in parte alcuna es
sere ferito, fuor che ne i piedi, i quali non era
no stati lavati, lo finsero per manifestare che
egli sarebbe stato perfettamente forte, et valo
roso, se da' proprii affetti non fusse superato,
et vinto, né da questo sentimento è lontano
quello che dicono di Giasone, quando anda
va a torre il velo d'oro perdè una calza in un
fiume, il quale solo tra tutti i fiumi del mon
do da niuno vento è offeso, che vuol dire, che
mentre che seguitava la virtù, et l'immorta
lità fu di qualche parte de' suoi affetti privo,
et Virg.
scrive, che Didone, quando era per
morire, si scalzò d'una calza, con queste parole.
[Virgilio, Aeneis, IV, 517-520]
Ipsa mola, manibusque piis, altaria iuxta
Unum exuta pedem vinclis, in veste recincta
Testatur moritura deos, et conscia fati.
Sidera
Et questo significa, che ella era spogliata,
e libera del timore della morte, che è uno af
fetto significato per il piede scalzo.