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Edizione: 1613 Siena (Pag. 46-47)

APPETITO.


EURIDICE, che caminando, un serpe gli morsichi un piede, signi fica (come narra Pierio Valeriano nel lib. 59.) l'humano appetito, il quale gl'affetti dell'animo feriscono, et impiagavo, imperoché i piedi, et massime il calcagno sono gieroglifico delle nostre terrene cupidità, et però il nostro Salvatore volse lavare i piedi de suoi discepoli, accioché da gli affetti terreni li mondasse, et purificasse, et a Pietro che non voleva che lo la vasse, disse, se io non ti lavarò non havrai parte meco, et nella Sacra Genesi si legge che Dio disse al serpente tu tenderai insidie al suo calcagno. Li Greci ancora quando finsero, che Achille da fanciullo attuffato nell'acque della palude Stige, non poteva in parte alcuna essere ferito, fuorche ne i piedi, i quali non erano stati lavati, lo finsero per manifestare che egli sarebbe stato perfettamente forte, et valoroso, se da' proprii affetti non fusse superato, et vinto, né da questo sentimento è lontano quello che dicono di Giasone, quando andava a torre il velo d'oro perdè una calza in un fiume, il quale solo tra tutti i fiumi del mondo da niuno vento è offeso, che vuol dire, che mentre che seguitava la virtù, et l'immortalità fu di qualche parte de' suoi affetti privo, et Virgilio scrive, che Didone, quando era per morire, si scalzò d'una calza, con queste parole. [Virgilio, Aeneis, IV, 517-520] Ipsa mola, manibusque piis, altaria iuxta Unum exuta pedem vinclis, in veste recincta Testatur moritura deos, et conscia fati. Sidera
Et questo significa, che ella era spogliata, e libera del timore della morte, che è uno affetto significato per il piede scalzo.

Edizione: 1618 Padova (Pag. 33a-33b)

APPETITO.


EURIDICE, che caminando, un serpe gli morsichi un piede, significa (come nar ra Pierio Valeriano nel lib. 59.) l'humano ap petito, il quale gl'affetti dell'animo feriscono et impiagano, imperoché i piedi, et massime il calcagno sono gieroglifico delle nostre ter rene cupidità, et però il nostro Salvatore vol se lavare i piedi de suoi discepoli, accioché da gli affetti terreni li mondasse, et purificasse, et a Pietro che non voleva che lo lavasse, dis se, se io non ti lavarò non havrai parte me co, et nella Sacra Genesi si legge che Dio disse al serpente tu tenderai insidie al suo cal cagno. Li Greci ancora quando finsero, che Achille da fanciullo attuffato nell'acque della palude Stige, non poteva in parte alcuna es sere ferito, fuor che ne i piedi, i quali non era no stati lavati, lo finsero per manifestare che egli sarebbe stato perfettamente forte, et valo roso, se da' proprii affetti non fusse superato, et vinto, né da questo sentimento è lontano quello che dicono di Giasone, quando anda va a torre il velo d'oro perdè una calza in un fiume, il quale solo tra tutti i fiumi del mon do da niuno vento è offeso, che vuol dire, che mentre che seguitava la virtù, et l'immorta lità fu di qualche parte de' suoi affetti privo, et Virg. scrive, che Didone, quando era per morire, si scalzò d'una calza, con queste parole. [Virgilio, Aeneis, IV, 517-520] Ipsa mola, manibusque piis, altaria iuxta Unum exuta pedem vinclis, in veste recincta Testatur moritura deos, et conscia fati. Sidera
Et questo significa, che ella era spogliata, e libera del timore della morte, che è uno af fetto significato per il piede scalzo.

Edizione: 1625 Padova (Pag. 41b-42)

APPETITO.


EURIDICE, che caminando, un serpe gli morsichi un piede, significa (come nar ra Pierio Valeriano nel lib. 59.) l'humano ap petito, il quale gl'affetti dell'animo feriscono et impiagano, imperoché i piedi, et massime il calcagno sono gieroglifico delle nostre ter rene cupidità, et però il nostro Salvatore vol se lavare i piedi de suoi discepoli, accioché da gli affetti terreni li mondasse, et purificasse, et a Pietro che non voleva che lo lavasse, dis se, se io non ti lavarò non havrai parte me co, et nella Sacra Genesi si legge che Dio disse al serpente tu tenderai insidie al suo cal cagno. Li Greci ancora quando finsero, che Achille da fanciullo attuffato nell'acque della palude Stige, non poteva in parte alcuna es sere ferito, fuor che ne i piedi, i quali non era no stati lavati, lo finsero per manifestare che egli sarebbe stato perfettamente forte, et valo roso, se da' proprii affetti non fusse superato, et vinto, né da questo sentimento è lontano quello che dicono di Giasone, quando anda va a torre il velo d'oro perdè una calza in un fiume, il quale solo tra tutti i fiumi del mon do da niuno vento è offeso, che vuol dire, che mentre che seguitava la virtù, et l'immorta lità fu di qualche parte de' suoi affetti privo, et Virg. scrive, che Didone, quando era per morire, si scalzò d'una calza, con queste parole. [Virgilio, Aeneis, IV, 517-520] Ipsa mola, manibusque piis, altaria iuxta Unum exuta pedem vinclis, in veste recincta Testatur moritura deos, et conscia fati. Sidera
Et questo significa, che ella era spogliata, e libera del timore della morte, che è uno af fetto significato per il piede scalzo.