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Edizione: 1603 Roma (Pag. 1)

ABBONDANZA.

Donna gratiosa che havendo d'una bella ghirlanda di vaghi fiori cinta la fronte et il vestimento di color verde, ricamato d'oro, con la destra mano tenga il corno della dovitia pieno di molti et diversi frutti, uve, olive et altri et col sinistro braccio stringa un fascio di spighe di grano, di miglio, panico, legumi et somiglianti, dal quale si vederanno molte di dette spighe uscite cadere et sparse anco per terra. Bella et gratiosa si debbe dipingere l'Abondanza, sì come cosa buona et desiderata da ciascheduno, quanto brutta et abominevole è riputata la carestia, che di quella è contraria. Ha la ghirlanda de' fiori, percioché sono i fiori de i frutti che fanno l'Abondanza messaggieri et auttori; possono anco significare l'allegrezza et le delitie di quella vera compagna. Il color verde et i fregi dell'oro del suo vestimento sono colori proprii, essendo che il bel verdeggiar della campagna mostri fertile produttione et l'ingiallire la maturatione delle biade et de i frutti, che fanno l'abondanza. Il corno della dovitia per la favola della Capra Amaltea, raccontata da Hermogene nel lib. della Frigia, sì come referisce Natale Comite nel 7. libro delle sue Meteologie al cap. 2. di Acheloo, et per quello che Ovidio scrive del detto Acheloo sotto figura di Toro, nel lib. 9. delle Trasformationi, è manifesto segno dell'abondanza, dicendo così: [Ovidio , , ] Naiades hoc pomis et floris odore repletum Sacrarunt divesque meo bona copia cornu est.
Et perché l'Abondanza si dice Copia, per mostrarla la rappresentamo che con il braccio sinistro habbia, come il destro, la sua carica et d'avantaggio, essendo che parte di quelle spighe si spargono per terra. In praescriptam Abundatiae figuram Dominicus Ancaianus.[voci e locuzioni della lingua latina] [Domenico Ancaiano, attribuito a, , ] Aspice terrarum flaventes undique campos Multiplici complet messe benigna Ceres. Pomorum vario curvantur pondere rami, Et bromio vitis plena liquore rubet. Cerne boum pecudumque greges hinc lacteus humor Hinc pingui sudant vimina vincta lacu. Sylva feras nutrit, producunt aequora pisces, Aeriis campis laeta vagatur avis. Quid iam deposcas proprios mortalis in usus Nec caelum quicquam, nec tibi terra negat.

Edizione: 1611 Padova (Pag. 1)

ABONDANZA.

Donna gratiosa che havendo d'una bella ghirlanda di vaghi fiori cinta la fronte et il vestimento di color verde, riccamato d'oro, con la destra mano tenga il corno della dovitia pieno di molti et diversi frutti, uve, olive et altri et col sinistro braccio stringa un fascio di spighe di grano, di miglio, panico, legumi et somiglianti, dal quale si vederanno molte di dette spighe uscite cadere et sparse anco per terra. Bella et gratiosa si debbe dipingere l'Abondanza, sì come cosa buona et desiderata da ciascheduno, quanto brutta et abominevole è riputata la carestia, che di quella è contraria. Ha la ghirlanda de' fiori, percioché sono i fiori de i frutti che fanno l'Abondanza messaggieri et auttori; possono anco significare l'allegrezza et le delitie di quella vera compagna. Il color verde et i fregi dell'oro del suo vestimento sono colori proprii, essendo che il bel verdeggiar della campagna mostri fertile produttione et l'ingiallire la maturatione delle biade et de i frutti, che fanno l'abondanza. Il corno della dovitia per la favola della Capra Amaltea, raccontata da Hermogene nel lib. della Frigia, sì come riferisce Natale Comite nel 7. libro delle sue Mitologie al cap. 2. di Acheloo, et per quello che Ovidio scrive del detto Acheloo sotto figura di Toro, nel lib. 9. delle Trasformationi, è manifesto segno dell'abondanza, dicendo così: [Ovidio , , ] Naiades hoc pomis et floris odore repletum Sacrarunt divesque meo bona copia cornu est.
Et perché l'Abondanza si dice Copia, per mostrarla la rappresentamo che con il braccio sinistro habbia, come il destro, la sua carica et d'avantaggio, essendo che parte di quelle spighe si spargono per terra. In praescriptam Abundatiae figuram Dominicus Ancaianus.[voci e locuzioni della lingua latina] [Dominicus Ancaianus, attribuito a, , ] Aspice terrarum flaventes undique campos Multiplici complet messe benigna Ceres. Pomorum vario curvantur pondere rami, Et Bromio vitis plena liquore rubet. Cerne boum pecudumque greges hinc lacteus humor Hinc pingui sudant vimina vincta lacu. Sylva feras nutrit, producunt aequora pisces, Aeriis campis laeta vagatur avis. Quid iam deposcas proprios mortalis in usus? Nec caelum quicquam, nec tibi terra negat.

Edizione: 1613 Siena (Pag. 1-2)

ABBONDANZA.


DONNA graziosa, che havendo d'una bella ghirlanda di vaghi fiori cinta la fronte, et il vestimento di color verde, ricamato d'oro, con la destra mano tenga il corno della dovitia pieno di molti et diversi frutti, uve, olive et altri; et col sinistro braccio stringa un fascio di spighe di grano, di miglio panico, legumi et somiglianti, dal quale si vederanno molte di dette, spighe uscite cadere, et sparse anco per terra. Bella, et gratiosa si debbe dipingere l'Abbondanza, sì come cosa buona, et desiderata da ciascheduno, quanto brutta, et abominevole è riputata la carestia, che di quella è contraria. Ha la ghirlanda de' fiori, percioché sono i fiori de i frutti che fanno l'Abbondanza messaggeri, et autori; possono anco significare l'allegrezza et le delitie di quella vera compagna. Il color verde, et i fregi dell'oro del suo vestimento, sono colori proprii, essendo che il bel verdeggiar della campagna mostri fertile produttione; et l'ingiallire, la maturatione delle biade, et de i frutti, che fanno l'abbondanza. Il corno della dovitia per la favola della Capra Amaltea, raccontata da Hermogene nel lib. della Frigia, sì come riferisce Natale Comite nel 7 libro delle sue Mitologie al cap. 2. di Acheloo, et per quello che Ovidio scrive del detto Acheloo sotto figura di Toro, nel lib. 9. delle Trasformationi, e manifesto segno dell'abondanza, dicendo così: [Ovidio, Metamorphoses, IV] Naiades hoc pomis, et floris odore repletum Sacrarunt divesque meo bona copia cornu est.
Et perché l'Abbondanza si dice Copia, per mostrarla la rappresentamo che con il braccio sinistro habbia, come il destro, la sua carica, et d'avantaggio, essendo che parte di quelle spighe si spargono per terra. In praescriptam Abundatiae figuram Dominicus Ancaianus [Domenico Ancaiano, , ] Aspice terrarum flaventes undique campos Multiplici complet messe benigna Ceres. Pomorum vario curvantur pondere rami, Et bromio vitis plena liquore rubet. Cerne boum pecudumque greges hinc lacteus humor Hinc pingui sudant vimina vincta lacu. Sylva feras nutrit, producunt aequora pisces, Aeriis campis laeta vagatur avis. Quid iam deposcas proprios mortalis in usus Nec caelum quicquam, nec tibi terra negat.

Edizione: 1618 Padova (Pag. 1-2a)

ABONDANZA.


DONNA graziosa, che havendo d'una bella ghirlanda di vaghi fiori cinta la fronte, et il vestimento di color verde, ricamato d'oro, con la destra mano tenga il corno della dovitia pieno di molti et diversi frutti, uve, olive et altri; et col sinistro braccio stringa un fascio di spighe di grano, di miglio, panico, legumi et somiglianti, dal quale si vederanno molte di dette,spighe uscite cadere, et sparse anco per terra. Bella, et gratiosa si debbe dipingere l'Abondanza, sì come cosa buona, et desiderata da ciascheduno, quanto brutta, et abominevole è riputata la carestia, che di quella è contraria. Ha la ghirlanda de' fiori, percioché sono i fiori de i frutti che fanno l'Abondanza messagieri, et autori; possono anco significare l'allegrezza et le delitie di quella vere compagne. Il color verde, et i fregi dell'oro del suo vestimento, sono colori proprii,essendo che il bel verdeggiar della campagna mostri fertile produttione; et l'ingiallire, la maturatione delle biade, et de i frutti, che fanno l'abondanza. Il corno della dovitia per la favola della Capra Amaltea, raccontata da Hermogene nel lib. della Frigia, sì come riferisce Natale Comite nel 7 libro delle sue Meteologie al cap. 2. di Acheloo, et per quello che Ovidio scrive del detto Acheloo sotto figura di Toro, nel lib. 9. delle Trasfomationi, e manifesto segno dell' abondanza, dicendo così. [Ovidio, Metamorphoses, IV] Naiades hoc pomis, et floris odore repletum Sacrarunt divesque meo bona copia cornu est.
Et perché l'Abondanza si dice Copia, per mostrarla la rappresentamo che con il braccio sinistro habbia, come il destro la sua carica, et d'avantaggio, essendo che parte di quelle spighe si spargono per terra. In praescriptam Abundatiae figuram Dominicus Ancaianus [Domenico Ancaiano, , ] Aspice terrarum flaventes undique campos Multiplici complet messe benigna Ceres. Pomorum vario curvantur pondere rami, Et bromio vitis plena liquore rubet. Cerne boum pecudumque greges hinc lacteus humors Hinc pingui sudant vimina vincta lacu. Sylva feras nutrit, producunt aequora pisces, Aeriis campis laeta vagatur avis. Quid iam deposcas proprios mortalis in usus Nec caelum quicquam, nec tibi terra negat.

Edizione: 1625 Padova (Pag. 1-2a)

ABONDANZA.


DONNA graziosa, che havendo d'una bella ghirlanda di vaghi fiori cinta la fronte, et il vestimento di color verde, ricamato d'oro, con la destra mano tenga il corno della dovitia pieno di molti et diversi frutti, uve, olive et altri; et col sinistro braccio stringa un fascio di spighe di grano, di miglio, panico,legumi et somiglianti, dal quale si vederanno molte di dette,spighe uscite cadere, et sparse anco per terra. Bella, et gratiosa si debbe dipingere l'Abondanza, sì come cosa buona, et desiderata da ciascheduno, quanto brutta, et abominevole è riputata la carestia, che di quella è contraria. Ha la ghirlanda de' fiori, percioché sono i fiori de i frutti che fanno l'Abondanza messagieri, et autori; possono anco significare l'allegrezza et le delitie di quella vere compagne. Il color verde, et i fregi dell'oro del suo vestimento, sono colori proprii,essendo che il bel verdeggiar della campagna mostri fertile produttione; et l'ingiallire, la maturatione delle biade, et de i frutti, che fanno l'abondanza. Il corno della dovitia per la favola della Capra Amaltea, raccontata da Hermogene nel lib. della Frigia, sì come riferisce Natale Comite nel 7 libro delle sue Meteologie al cap. 2. di Acheloo, et per quello che Ovidio scrive del detto Acheloo sotto figura di Toro, nel lib. 9. delle Trasfomationi, e manifesto segno dell' abondanza, dicendo così. [Ovidio, Metamorphoses, IV] Naiades hoc pomis, et floris odore repletum Sacrarunt divesque meo bona copia cornu est.
Et perché l'Abondanza si dice Copia, per mostrarla la rappresentamo che con il braccio sinistro habbia, come il destro la sua carica, et d'avantaggio, essendo che parte di quelle spighe si spargono per terra. In praescriptam Abundatiae figuram Domi nicus Ancaianus [Domenico Ancaiano, , ] Aspice terrarum flaventes undique campos Multiplici complet messe benigna Ceres. Pomorum vario curvantur pondere rami, Et bromio vitis plena liquore rubet. Cerne boum pecudumque greges hinc lacteus humor: Hinc pingui sudant vimina vincta lacu. Sylva feras nutrit, producunt aequora pisces, Aeriis campis laeta vagatur avis. Quid iam deposcas proprios mortalis in usus Nec caelum quicquam, nec tibi terra negat.